scultura in pasta modellabile su scatola in legno decorata
28 x 12 cm anno 2017
La tentazione era troppo forte per Pandora. Con un rapido gesto infranse il sigillo di cera.
Il tappo schizzò via dal collo del vaso, sotto la spinta di una specie di orribile calabrone nero. I suoi aculei stillavano veleno ; nel suo ronzio si indovinava la parola Morte.
Un altro insetto alato dall'aspetto coriaceo e dallo sguardo fisso-la Paura- lo seguì mormorando. Poi un insetto bavoso strisciò fuori dal vaso e tracciò la parola Malattia sul pavimento.
Infine una strana zanzara color del ghiaccio volò fuori dalla finestra e , posandosi qua e la, infestò il giardino di spine, erbacce e bruchi. Il suo ronzio sembrava dire: Fame!
Pandora cercò disperatamente di rimettere il tappo al vaso, ma un curioso scarabeo volante le punse una mano col suo affilato pungiglione gridandole : << Non ci puoi fermare ora, stupida donna. Noi siamo tutte le cose malvagie che il tuo mondo non ha mai conosciuto. Siamo un dono degli dei, invidiosi della vostra felicità. Io sono la vecchiaia!>>
Il tappo divenne improvvisamente pesantissimo nella mano di Pandora, che vide a un tratto, sulla pelle, le grinze e le macchie scure dell'età. Riflesso nel suo specchio di bronzo, riconobbe un viso rugoso e dei capelli spruzzati di grigio.
Il gelido soffio dell'Inverno uscì dal vaso e la investì fino a farla tremare di freddo.
Con un ultimo, penoso sforzo, Pandora riusì a tappare il vaso e a richiudere la scatola, ma non prima che la Preoccupazione, l'Ira e la Gelosia sciamassero fuori. Pungendo e mordendo, volarono fuori dalla porta, lungo il sentiero, e si installarono sulla testa di Epimeteo che stava tornando a casa.
Egli scaraventò per terra la moglie e la schiaffeggiò. <<Donna malvagia, disobbediente, stupida ed egoista!>> infuriò. <<Ti avevo avvertita di non aprire la scatola. Perchè non fai mai quello che ti si dice?>>
E Pandora, che non aveva mai conosciuto e neppure immaginato la collera, sentì per la prima volta i suoi occhi riempirsi di lacrime, poichè anche l'Infelicità era riuscita ad uscire dal vaso. Dalla strada venne un clamore di lotta, di pianti e di terrore. Il mondo, così meraviglioso fino a poco prima, sembrava essersi trasformato in un luogo orribile e crudele.
Infine, Pandora udì un'ultima vocina uscire dall'interno del terribile vaso.
<<Pandora! Pandora! Non lasciarmi qui dentro tutta sola! Il mondo ha bisogno di me! il mondo non è completo senza di me!>>
<<Non mi ingannerete di nuovo!>> singhiozzò Pandora, gettandosi sul coperchio della scatola.
<<Ma io posso aiutarti. Fammi uscire! Ti prego, fammi uscire!>> La voce sembrava essere tanto infelice quanto Pandora che , alla fine, pregando Epimeteo di stare indietro, aprì il coperchio della scatola e stappò il vaso.
Volò fuori un cosino bianco, piccolo come la più piccola delle tignole. Solo a vederlo, Pandora si sentì un pò consolata. Quando si posò sul suo viso, il cuore di Pandora era alleggerito.
<<Che tipo di malvagità sei, tu?>> le chiese.
<<Io sono la Speranza>>, mormorò la creaturina e volò via a dar battaglia a tutti i mali odiosi. Portò la promessa della Primavera al giardino spoglio e asciugò molte delle lacrime del mondo.
Al suo passaggio, si strusciò sulle guance di Epimeteo. Inginocchiata davanti a lui, Pandora gli chiese fra le lacrime : <<Riuscirà, il mondo, a perdonarmi?>>
Suo marito la guardò a lungo e poi il suo viso si illuminò di un piccolo sorriso. <<Lo spero>> rispose dolcemente, <<lo spero>>.
Il tappo schizzò via dal collo del vaso, sotto la spinta di una specie di orribile calabrone nero. I suoi aculei stillavano veleno ; nel suo ronzio si indovinava la parola Morte.
Un altro insetto alato dall'aspetto coriaceo e dallo sguardo fisso-la Paura- lo seguì mormorando. Poi un insetto bavoso strisciò fuori dal vaso e tracciò la parola Malattia sul pavimento.
Infine una strana zanzara color del ghiaccio volò fuori dalla finestra e , posandosi qua e la, infestò il giardino di spine, erbacce e bruchi. Il suo ronzio sembrava dire: Fame!
Pandora cercò disperatamente di rimettere il tappo al vaso, ma un curioso scarabeo volante le punse una mano col suo affilato pungiglione gridandole : << Non ci puoi fermare ora, stupida donna. Noi siamo tutte le cose malvagie che il tuo mondo non ha mai conosciuto. Siamo un dono degli dei, invidiosi della vostra felicità. Io sono la vecchiaia!>>
Il tappo divenne improvvisamente pesantissimo nella mano di Pandora, che vide a un tratto, sulla pelle, le grinze e le macchie scure dell'età. Riflesso nel suo specchio di bronzo, riconobbe un viso rugoso e dei capelli spruzzati di grigio.
Il gelido soffio dell'Inverno uscì dal vaso e la investì fino a farla tremare di freddo.
Con un ultimo, penoso sforzo, Pandora riusì a tappare il vaso e a richiudere la scatola, ma non prima che la Preoccupazione, l'Ira e la Gelosia sciamassero fuori. Pungendo e mordendo, volarono fuori dalla porta, lungo il sentiero, e si installarono sulla testa di Epimeteo che stava tornando a casa.
Egli scaraventò per terra la moglie e la schiaffeggiò. <<Donna malvagia, disobbediente, stupida ed egoista!>> infuriò. <<Ti avevo avvertita di non aprire la scatola. Perchè non fai mai quello che ti si dice?>>
E Pandora, che non aveva mai conosciuto e neppure immaginato la collera, sentì per la prima volta i suoi occhi riempirsi di lacrime, poichè anche l'Infelicità era riuscita ad uscire dal vaso. Dalla strada venne un clamore di lotta, di pianti e di terrore. Il mondo, così meraviglioso fino a poco prima, sembrava essersi trasformato in un luogo orribile e crudele.
Infine, Pandora udì un'ultima vocina uscire dall'interno del terribile vaso.
<<Pandora! Pandora! Non lasciarmi qui dentro tutta sola! Il mondo ha bisogno di me! il mondo non è completo senza di me!>>
<<Non mi ingannerete di nuovo!>> singhiozzò Pandora, gettandosi sul coperchio della scatola.
<<Ma io posso aiutarti. Fammi uscire! Ti prego, fammi uscire!>> La voce sembrava essere tanto infelice quanto Pandora che , alla fine, pregando Epimeteo di stare indietro, aprì il coperchio della scatola e stappò il vaso.
Volò fuori un cosino bianco, piccolo come la più piccola delle tignole. Solo a vederlo, Pandora si sentì un pò consolata. Quando si posò sul suo viso, il cuore di Pandora era alleggerito.
<<Che tipo di malvagità sei, tu?>> le chiese.
<<Io sono la Speranza>>, mormorò la creaturina e volò via a dar battaglia a tutti i mali odiosi. Portò la promessa della Primavera al giardino spoglio e asciugò molte delle lacrime del mondo.
Al suo passaggio, si strusciò sulle guance di Epimeteo. Inginocchiata davanti a lui, Pandora gli chiese fra le lacrime : <<Riuscirà, il mondo, a perdonarmi?>>
Suo marito la guardò a lungo e poi il suo viso si illuminò di un piccolo sorriso. <<Lo spero>> rispose dolcemente, <<lo spero>>.
