lunedì 11 settembre 2017

"Vaso di Pandora"


scultura in pasta modellabile su scatola in legno decorata 
28 x 12 cm


















Provate a immaginare un tempo, tanti, tanti anni fà, in cui non esistevano l'infelicità, nè la malattia, ne l'ira. Un tempo in cui nessuno si faceva mai male nè invechiava. E poichè non esisteva neanche l'invidia, non c'erano nè lotte, nè guerre, nè uccisioni. Nè potevano esserci, poichè dovunque c'era una grande abbondanza. Marito e moglie non bisticciavano mai e anche Pandora ed Epimeteo erano felici di poter stare sempre insieme danzando, prendendo parte a feste e giochi e dormendo al sole di un eterna primavera.
Una persona un pò maligna avrebbe detto che Pandora era viziata, ma a quel tempo le persone maligne non c'erano ed Epimeteo adorava colmarla di regali. Ogni giorno le portava un vestito nuovo o dei sandali, dei gioielli o una statua per il giardino.
Un giorno , egli tornò a casa con un oggetto largo e quadrato avvolto in un panno.
Era una vecchia scatola polverosa chiusa da vari fermagli e legata tutt'attorno da un cordone dorato.
<< Cos'è>> chiese felice Pandora, danzando intorno alla scatola.
<< E' un regalo per me, non è vero?>> aggiunse maliziosa.
<< No, Pandora, non lo è>> rispose suo marito.
<<Questa scatola mi è stata data in custodia dal Dio Mercurio. Gli ho promesso che non l'avrei mai aperta, qualunque cosa accada. Mi ha detto che se l'avessi fatto me ne sarei pentito amaramente!>>.
<<Oh, ti prego, lasciami dare un'occhiata. Solo un occhiatina!>>
<<No, Pandora, questa scatola non ci appartiene. Dobbiamo rispettare il volere di Mercurio.>>
Ma il giorno dopo, uscito Epimeteo, Pandora non faceva altro che pensare alla scatola. Le si avvicinò una volta, poi un altra e un altra ancora. Le sue dita indugiarono sui fermagli polverosi e sul cordone dorato.
<<Cosa ci sarà dentro?>> pensava,
<<Certamente Epimeteo non faceva sul serio, quando parlava di Mercurio. E' un regalo per me, ne sono certa. E poi, è stato lui a promettere, non certo io.Che male c'è se do solo un'occhiatina?>>
Le sue dita cominciarono a slegare il cordone, ma si fermò appena in tempo!
Per non essere di nuovo tentata di aprirla, cercò di distrarsi con mille lavoretti casalinghi. Ma nel pomeriggio non resistè più. Slegò il cordone...e fece scattare i fermagli.
Immediatamente uscì fuori dalla scatola un lieve fruscio, come di ali di farfalla che sbattessero contro una finestra chiusa.
<<Oh, ci deve essere una creaturina chiusa là dentro! Non posso certo lasciarla lì!>>
Pandora alzò il coperchio della scatola.
Dentro c'era solamente un vaso impolverato, sigillato con la cera.
Dal vaso provenivano degli strani suoni che via via si facevano più forti.
<<Se rompo il sigillo>> pensò Pandora <<Epimeteo si accorgerà che ho curiosato.>> Perciò richiuse la scatola e cercò di non pensarci più.
Ma...uhm, che desiderio cocente aveva di conoscerne il contenuto!
Misurava la stanza a lunghi passi, girandosi continuamente a guardare la scatola. Poi, come in un sogno, si ritrovò vicino alla scatola aperta.
<<Pandora! Pandora! Per piacere facci uscire!>> gemeva un coro di vocine all'interno del vaso.
Pandora ardeva dalla curiosità. Si morse le labbra. <<Non devo, non devo! Mio marito ha detto...>>
<<Ma cosa vuoi che ne sappia Epimeteo? Per favore, lasciaci uscire. Il mondo ha bisogno di noi. Il mondo non è completo senza di noi!>>